Su educazione e gender un importante documento della Congregazione dell’educazione Cattolica

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Maschio e femmina li creò: Su Gender ed educazione la Congregazione dell’educazione Cattolica chiarisce la differenza tra ideologia e studi sulle differenze di genere, tra iniziative ideologiche inaccettabili e progetti positivi contro le discriminazioni che si fondano sul concetto di rispetto e  persona, valorizzando il maschile e femminile.

Serve un metodo: dialogo con ascolto, riflessione e proposta. Il primario ruolo educativo spetta ai genitori verso cui la scuola deve essere un supporto sussidiario. Versaldi: “Dialogare senza rinunciare alla nostra identità”. Per noi genitori ed educatori di Articolo 26 che abbiamo da sempre sensibilizzato su questi temi sono parole chiare e illuminanti per credenti e non credenti, che confermano la giusta via da seguire da parte di chi ha a cuore l’educazione ed il bene dei giovani.

Proponiamo una breve sintesi del documento integrale che si trova a questo link.

Pubblicato oggi il documento della Congregazione per l’Educazione Cattolica Maschio e femmina li creò. Per una via di dialogo sulla questione del gender nell’educazione, che si esprime sull’attuale emergenza collegata ai temi dell’affettività e della sessualità di fronte a percorsi educativi che “trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre”, nel contesto del disorientamento antropologico attuale che ha contribuito a destrutturare la famiglia e a cancellare le differenze tra uomo e donna

Un documento chiarissimo e ricco di spunti con cui la Chiesa invita ad assumere un atteggiamento metodologico fondato su argomenti razionali – quindi condivisibili da tutti – di ascolto, riflessione e proposta. Ascolto del profilo storico, dei punti di incontro ( come quegli studi di genere che approfondiscono adeguatamente  la differenza sessuale)  e delle criticità nella questione del gender (come tutti gli approcci di tali studi che promuovono la neutralità sessuale, contro cui il documento tuona in maniera nettissima);  di  riflessione critica su quegli aspetti di «liquidità e fluidità post-moderna» sottesi all’ideologia del gender che prospettano “un’identità personale e un’intimità affettiva svincolate dalla differenza biologica fra maschio e femmina. E di proposta di “un attento discernimento sulla verità della persona e sul significato della sessualità umana” che richiama una “dignità che l’uomo stesso deve rispettare e non può manipolare a piacere”.

Per il documento tutte le questioni educative relative alla sessualità vanno affrontate nell’orizzonte «dell’educazione all’amore» il cui “luogo naturale” è la famiglia sulla quale si fondano due diritti da garantire sempre: «il diritto della famiglia a essere riconosciuta come spazio pedagogico primario per la formazione del bambino» e il diritto «del bambino a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma”.

In quest’opera “la famiglia non può essere lasciata sola” ma deve avere “l’aiuto di tutta la società”, soprattutto della scuola che “non sostituisce i genitori bensì è ad essi complementare” e sussidiarietà. Una sfida che stimola quell’ alleanza educativa tra famiglia e scuola e società oggi in crisi: “un’alleanza sostanziale  che armonizzi, , la primaria responsabilità dei genitori con il compito degli insegnanti”,  in modo da accompagnare ragazze e ragazzi  nella loro crescita in maniera “sana e responsabile” e trasmettere loro che  uomo e donna apportano la loro propria  ricchezza specifica nella famiglia e nella società e al fine di far maturare in loro una mentalità contraria a ogni forma di discriminazione e di violenza.

La Chiesa quindi guarda alla “questione del gender nell’educazione” nella prospettiva ampia del comune impegno a costruire una convivenza sociale che “rispetti la dignità, la libertà, il diritto delle persone”. Una prospettiva che apre “una via di dialogo” essa desidera offrire a tutti “ciò che possiede in proprio: una visione globale dell’uomo e dell’umanità”, per “contribuire a una comprensione più profonda della sessualità umana”. “Un dialogo –  ha sottolineato Varsaldi, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica che ha firmato il documento insieme a al segretario Zani – da portare avanti “senza rinunciare alla propria identità”.

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