Elezioni genitori – Perché partecipare: ruoli e funzioni degli organi collegiali

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Ruoli e funzioni degli organi collegiali e riferimenti alla nuova Legge sulla Scuola n. 107/2015

 

 

Proposte programmatiche per le elezioni dei Consigli di Circolo/Istituto

  • Nella legge “La buona scuola” la famiglia è riconosciuta come interlocutrice principale della scuola nel: manifestare le proprie esigenze per definire l’offerta formativa, scegliere attività facoltative ad integrazione del curricolo, presentare proposte di cambiamento per la qualità, cooperare negli organi collegiali, esercitare “il controllo sociale” nella trasparenza, compartecipare nella valutazione dei docenti e nell’autovalutazione del servizio scolastico, versare contributi volontari per il miglioramento della scuola, prendere iniziative nella scuola aperta con la propria associazione genitori (legge 107/2015)
  • Il Consiglio di Circolo/Istituto è l’organismo collegiale centrale nella comunità scolastica e presiede alle decisioni più importanti in riferimento alla organizzazione e programmazione della vita e dell’attività della scuola
  • Perché gli organi collegiali mantengono la loro importanza come luogo di democrazia scolastica e di qualificazione del servizio scolastico, se sono affiancati da un’effettiva partecipazione dei genitori, singoli e associati
  • Perché come genitori dobbiamo condividere i valori che sottendono all’educazione; l’importanza fondamentale della presenza dei genitori in una scuola educativa è oggi riconosciuta da tutti in Europa
  • Perché sta a noi genitori non disimpegnarci, ma essere artefici della nostra “fortuna” ed accettare la sfida, valorizzando tutte le opportunità che le norme ci riconoscono  per difendere e rendere concreti i nostri diritti educativi

PRESENZA EFFICACE NELLA SCUOLA E PATTO DI CORRESPONSABILITA’ EDUCATIVA

La recente legge della “Buona scuola” ribadisce che: ”le istituzioni scolastiche garantiscono la partecipazione dei genitori alle decisioni degli organi collegiali e la loro organizzazione è orientata alla massima flessibilità, diversificazione, efficienza ed efficacia del servizio scolastico” (legge 107/2015, art.1, comma 2).

La collaborazione famiglia–scuola si realizza anzitutto a livello individuale dove ciascun genitore si fa attento nei riguardi del percorso scolastico del figlio in stretto colloquio con i docenti.

Tale collaborazione deve ampliarsi, oggi più che mai, a livello “di gruppo” dei genitori che si interessano non solo del proprio figlio, ma anche dell’andamento della classe e del miglioramento dell’intero istituto.

In questo modo la nostra scuola può diventare davvero migliore ad opera di noi genitori.

Per migliorare la scuola in maniera efficace la presenza dei genitori deve poter contare su persone informate e preparate.

Le associazione genitori forniscono a vari livelli il supporto e la formazione necessaria ai genitori ed ai loro rappresentanti, facilitando la competenza adeguata al ruolo che si ricopre.


I GENITORI SONO UNA RISORSA PREZIOSA…  PER UNA SCUOLA EDUCATIVA

Noi genitori dobbiamo esserci negli organi collegiali perché siamo una risorsa preziosa per una scuola educativa e dobbiamo operare in “partnership” con la scuola per:

Difendere la scuola dalle fazioni e dalle strumentalizzazioni

Oggi la scuola soffre di una forte contrapposizione di opinioni diametralmente opposte; opinioni dettate da particolari posizioni culturali, politiche o sindacali, ma che non sempre coincidono con il bene di una scuola educativa.

Affrontare la sfida educativa nella scuola

Per uscire dalla crisi attuale ci vuole l’educazione, che unita ad un’istruzione aggiornata persegue “l’educazione integrale della persona”.

Vogliamo che la nostra scuola sia difesa da strumentalizzazioni ideologiche di qualsiasi tipo e che persegua la finalità stabilita dalla legge: “Innalzare i livelli di istruzione e le competenze, rispettando i tempi e gli stili di apprendimento degli allievi, prevenire e recuperare l’abbandono e la dispersione scolastica, realizzare la scuola aperta, quale laboratorio permanente, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva, dare piena  attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche (art. 1, comma 1), ma in una reale corresponsabilità educativa con le famiglie.

IL CONSIGLIO DI ISTITUTO

Il consiglio di istituto deve:

  • Approvare il “Piano dell’offerta formativa” perseguendo “una formazione integrale della persona, rivolta a tutte le dimensioni umane: fisica, culturale, spirituale e religiosa” (UNESCO). La scelta della Religione, dei suoi simboli e tradizioni, diventa in questo contesto un’opportunità da valorizzare per il pieno sviluppo della persona. La sfera dell‘educazione affettiva e dei temi etici deve rispettare assolutamente le convinzioni delle famiglie, che sono i primari contesti educativi in cui bambini e ragazzi si trovano a crescere.
  • Attuare il “Patto di corresponsabilità educativa” che deve essere condiviso e sottoscritto dai singoli genitori o dallo studente in un confronto franco ed amichevole tra docenti e genitori: il rapporto costante e costruttivo è fondamentale e forse più utile degli stessi contenuti.
  • Eleggere i due genitori (un genitore e uno studente nelle scuole superiori) che fanno parte del COMITATO di VALUTAZIONE dei DOCENTI (legge 107/2015 comma 128).
  • Valorizzare la “libertà di apprendimento degli allievi, la libertà di insegnamento e la libertà di scelta educativa da parte delle famiglie che stanno a fondamento dell’autonomia scolastica nel definire i “tempi scuola” e le attività curriculari ed extracurriculari (facoltative).
  • Promuovere “nei periodi di sospensione dell’attività didattica, le istituzioni scolastiche e gli enti locali, anche in collaborazione con le famiglie interessate e con le realtà associative del territorio attività educative, ricreative, culturali, artistiche e sportive da svolgere presso gli edifici scolastici” (comma 22).
  • Deliberare nelle scuole superiori “percorsi di alternanza scuola-lavoro presso aziende, organizzazioni del terzo settore, gli ordini professionali, i musei e gli altri istituti pubblici e privati delle attività culturali, artistiche e musicali, attività afferenti al patrimonio ambientale enti di promozione sportiva” (comma 33)
  • Promuovere l’educazione alla cittadinanza in modo che i ragazzi imparino a convivere secondo i principi del rispetto reciproco e della responsabilità democratica nei riguardi del bene comune nella scuola, sul territorio.
  • Impegnarsi per contrastare e prevenire fenomeni di devianza, di illegalità, di prevaricazione, di bullismo attraverso l’amicizia, la tolleranza, la cittadinanza responsabile, il rispetto delle regole.
  • Collaborare nel definire progetti di “educazione affettiva” rispondenti alle convinzioni e alle scelte educative delle famiglie, assicurando ad ogni genitore la possibilità di presentare “il consenso informato preventivo” (Nota ministeriale 4321 del 6/7/2015)
  • Promuovere un’educazione interculturale che faciliti l’integrazione con gli immigrati, trasformare le differenze in occasioni di crescita.
  • Confermare l’impegno per il sostegno degli alunni diversamente abili, con difficoltà nell’apprendimento (DSA) e con bisogni educativi speciali (BES) e di quanti hanno difficoltà di tipo socio-culturale.

Come presentare una lista di genitori nel modo più opportuno ed efficace?

In base alla situazione è consigliabile caratterizzare la lista nel modo più efficace, cercando di evitare due estremi: una lista troppo generica, per cui dai rappresentanti ci si aspetterà solo cose giustissime ma ovvie come imbiancare le aule oppure troppo specifica, per cui poi le persone non si identificheranno con i valori che si vogliono sostenere.

Occorre esprimere e comunicare il documento programmatico più funzionale alla nostra situazione prendendo spunti dal contesto concreto. Ma se vogliamo essere una testimonianza del primato educativo dei genitori nel rapporto di corresponsabilità educativa con la scuola e del valore dell’educazione affettiva e sui temi sensibili, allora dobbiamo farlo presente perché altrimenti, una volta eletti, non si sarebbe legittimati a chiedere che si osservi quanto si chiederà negli organi collegiali. E’ una questione di misura, attenzione ed efficacia, agendo anche  nell‘obiettivo di raccogliere le adesioni. Una testimonianza, anche la più cristallina, ma che poi resta isolata, serve a ben poco; d’altra parte una testimonianza ad un tempo sincera, ma che si allarga ad un discorso più generale, ad altri temi importanti su cui serve che i genitori si impegnino, sarà più attrattiva e potrà anche portare avanti discorsi più specifici con il consenso di molti genitori

VALORIZZARE gli spazi di scelta dei genitori

Difendere e valorizzare gli spazi oggi disponibili per i genitori nella scuola: dobbiamo difenderli ed applicarli con la nostra presenza attiva e preparata negli Organi Collegiali, perché nessuno lo farà per noi:

  • Esercitare la Libertà di scelta educativa: in base alle normative in vigore i genitori hanno diritto:
  • a scegliere fra “i tempi scuola” (24–27–30 ore e tempo pieno di 40 ore) previsti nella scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado,
  • devono anche poter richiedere le materie opzionali/facoltative (fino al 20% del curricolo) nella scuola primaria, secondaria e  superiore (licei, tecnici, professionali)
  • Vigilare perché nell’approvare il Piano dell’Offerta Formativa (POF) si “tenga conto delle richieste delle associazioni e dei consigli di classe”( legge 107 – 2015 comma 14).
  • Facilitare il coinvolgimento dei genitori nella valutazione del comportamento dei figli.
  • Vigilare sull’utilizzo dei “contributi volontari dei genitori” in modo che siano sempre facoltativi e utilizzati solamente per le finalità di legge: ampliamento delle attività formative, le tecnologie e l’edilizia.
  • Chiedere che siano incoraggiate e sostenute le associazioni dei genitori, che sono lo strumento fondamentale per una partecipazione democratica effettiva ed efficace in ogni realtà locale
  • Fare delle elezioni scolastiche l’occasione per ritrovarsi in gruppo e definire insieme un “Piano di miglioramento della scuola” della cui realizzazione i genitori, una volta eletti, si faranno carico, in collaborazione costruttiva con la scuola.

Vuoi conoscere nel dettaglio altri compiti che possono spettare al Consiglio d’Istituto? Eccoli qui

Il CdI delibera il regolamento interno che disciplina la vita di istituto, interviene sulla struttura dell’orario, sulle questioni relative alla privacy ecc.

Dà quindi indicazioni e stabilisce i criteri sugli aspetti organizzativi dell’istituto, approva il POF e deve attuare il “Patto di corresponsabilità educativa”. Più nello specifico, ai sensi dell’art. 10 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (e successive modificazioni) il consiglio di circolo e d’istituto:

a) Approva gli indirizzi generali del POF e determina le forme di autofinanziamento.
b) Delibera il Programma annuale, il bilancio preventivo e il conto consuntivo e dispone in ordine all’impiego dei mezzi finanziari per quanto concerne il funzionamento amministrativo e didattico del circolo o dell’istituto;
c) Verifica lo stato di attuazione del programma entro il 30 giugno;
d) Approva le modifiche al programma annuale;
e) Approva il Conto Consuntivo predisposto dal DSGA ( Dirigente Amministrativo della Scuola) e sottoposto dal Dirigente scolastico all’esame del collegio dei revisori dei conti;
f) Stabilisce l’entità del fondo per le minute spese;
g) Ratifica i prelievi dal fondo di riserva effettuati dal Dirigente scolastico entro 30 giorni;
h) Delibera sulle attività negoziali di cui all’art. 33 comma 1 del Decreto Interministeriale n.44/2001 e  Determina i criteri e i limiti delle attività negoziali che rientrano nei compiti del Dirigente scolastico.

Fatte salve le competenze del collegio dei docenti e dei consigli di intersezione, di interclasse, e di classe, ha potere deliberante, su proposta della giunta esecutiva, per quanto concerne l’organizzazione e la programmazione della vita e dell’attività della scuola, nei limiti delle disponibilità di bilancio, nelle seguenti materie:

a) Adozione del regolamento interno del circolo o dell’istituto che deve fra l’altro, stabilire le modalità per il funzionamento della biblioteca e per l’uso delle attrezzature culturali, didattiche e sportive, per la vigilanza degli alunni durante l’ingresso e la permanenza nella scuola nonché durante l’uscita dalla medesima, per la partecipazione del pubblico alle sedute del consiglio ai sensi dell’articolo 42 del D.Lgs. 297/94;
b) Acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche e dei sussidi didattici, compresi quelli audio-televisivi e le dotazioni librarie, e acquisto dei materiali di consumo occorrenti per le esercitazioni;
c) Adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali;
d) Criteri generali per la programmazione educativa;
e) Criteri per la programmazione e l’attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche, con particolare riguardo ai corsi di recupero e di sostegno, alle libere attività complementari, alle visite guidate e ai viaggi di istruzione;
f) Promozione di contatti con altre scuole o istituti al fine di realizzare scambi di informazioni e di esperienze e di intraprendere eventuali iniziative di collaborazione;
g) Partecipazione del circolo o dell’istituto ad attività culturali, sportive e ricreative di particolare interesse educativo;
h) Forme e modalità per lo svolgimento di iniziative assistenziali che possono essere assunte dal circolo o dall’istituto.

Inoltre:

– Esprime parere sull’andamento generale, didattico ed amministrativo, del circolo o dell’istituto, e stabilisce i criteri per l’espletamento dei servizi amministrativi.
– Esercita le funzioni in materia di sperimentazione ed aggiornamento previste dagli articoli 276 e seguenti del D.Lgs. 297/94.
– Esercita le competenze in materia di uso delle attrezzature e degli edifici scolastici ai sensi dell’articolo 94 del D.Lgs. 297/94 e degli art. 2-5 del DPR 275/99 come modificato dai DPR 156/1999 e 105/2001.
– Si pronuncia su ogni altro argomento attribuito dalle leggi e dai regolamenti, alla sua competenza.
– Sulle materie devolute alla sua competenza, esso invia annualmente una relazione al provveditore agli studi e al consiglio scolastico provinciale.
– Programma annuale all’approvazione del consiglio d’istituto.

Ricordiamo inoltre che spetta al consiglio d’istituto sulla base delle proposte del collegio dei docenti definire le modalità e i criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie e gli studenti, assicurando la concreta accessibilità al servizio, pur compatibilmente con le esigenze di funzionamento dell’istituto e prevedendo idonei strumenti di comunicazione tra istituto e famiglie.

Il Consiglio d’Istituto non ha invece competenza sugli aspetti della valutazione disciplinare (es. definire indicatori, descrittori e scala decimale da adottare per la valutazione degli allievi, programmazione disciplinare ecc.).

Tali competenze sono proprie del collegio dei docenti.

IL CONSIGLIO DI CLASSE

La classe è lo spazio dell’operatività con cui si attua  concretamente il processo educativo immediato e quotidiano.

I Consigli di classe e di interclasse costituiscono la sede di più diretta collaborazione tra insegnanti e genitori per la migliore realizzazione degli obbiettivi educativi

 Ha compiti di proposta in ordine a:

  • Piano dell’offerta formativa, proponendo attività progetti, di cui il dirigente deve “tener conto” (legge 107/2015 comma 14,5)
  • la scelta dei libri di testo e dei sussidi didattici e il rispetto dei tetti di spesa per i loro acquisto
  • le attività extracurriculari – integrative  che la classe intende svolgere
  • i viaggi di istruzione e gite scolastiche
  • iniziative di recupero e sviluppo in ordine a difficoltà individuali e di gruppo
  • miglioramenti in ordine ad aspetti educativi ed organizzativi: orari, iniziative particolari

Compiti di  iniziativa operativa:

  • per attività rispondenti ai bisogni della classe
  • per  attività integrative idonee ad arricchire di motivazioni e di interessi gli impegni degli allievi
  • per affrontare i problemi di disadattamento scolastico e sociale
  • per agevolare i rapporti reciproci tra docenti, genitori ed alievi.

 Compiti di verifica in ordine:

  • alla corrispondenza tra la programmazione iniziale ed i risultati raggiunti
  • all’individuazione di positività, discordanze, carenze
  • alla formulazione di miglioramenti educativi e organizzativi
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