Grande successo per “Femmine e maschi” con S. Zecchi e C. Miriano

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Grande successo di pubblico giovedi 3 novembre sera a Roma per il secondo incontro del ciclo “I grandi temi al cuore dell’uomo”, promosso dall’associazione Non si tocca la famiglia insieme al Comitato Articolo 26 e Provita Onlus sul tema attualissimo delle differenze tra maschile e femminile (qui sotto potete trovare il filmato dell’incontro)

Papa Francesco ha più volte denunciato l'”ideologia gender” come uno “sbaglio della mente umana”, che tende a voler cancellare le differenze sessuali.

La giornalista Costanza Miriano – autrice di un libro denuncia sui danni del femminismo – ha smontato la visione contemporanea che contrappone maschi e femmine come in una sfida, affermando che “occorre uscire sia dalla dinamica della competizione che dalla tendenza a volerli uniformare”.

La differenza, ha rilanciato la scrittrice, va “compresa e non annullata”, per non impantanarsi nella trappola del gender “che porta al caos”.

Diretto ed efficace anche l’intervento del filosofo e scrittore Stefano Zecchi. Il professore bolognese ha spiegato che “abbattere le differenze è il dramma della nostra civiltà”, che per una falsa idea di progresso ha dato diritto di cittadinanza anche all’indifferentismo sessuale. “Mai prima d’ora”, ha sottolineato Zecchi, “si è assistito ad un attacco così feroce alla famiglia”. “Anche nelle ideologie del secolo scorso la struttura della famiglia e il pensiero sulla famiglia non venivano modificati”. Oggi la famiglia è “condannata come reazionaria”, mentre è “pericolosissima la visione di una famiglia che si dissolve”. “L’attacco alla famiglia” è a tutti gli effetti un “attacco alla differenza”.

“È giusto riconoscere dei diritti alle coppie omosessuali attraverso delle leggi ordinarie, ma altro conto è cambiare il matrimonio” ha continuato il filosofo. “Si tratta davvero di progresso? Si va davvero avanti?”

In questo contesto socio-culturale “la destrutturazione della famiglia va di pari passo con la destrutturazione della scuola”; proprio per questo “la scuola, che può collaborare con la famiglia, non ne può surrogare il ruolo, sarebbe un errore enorme”.

Decise come pietre e fuori dal coro le parole di Zecchi, una voce laica che denuncia il gender con la stessa verve di papa Francesco

 

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