Art.26: il nuovo ministro dell’Istruzione ci ascolti, la scuola non può sostituirsi ai genitori! Sia riconosciuto il loro primato educativo, basta violazioni delle scuole e silenzi del Miur!

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Il nuovo ministro dell’Istruzione dia un segno di discontinuità, sia super-partes e tuteli il diritto dei genitori a scegliere il tipo di educazione per i propri figli: è sancito dalla Costituzione!

Troppo spesso il MIUR ha ignorato le segnalazioni avanzate dalle famiglie a seguito di gravi violazioni del primato educativo che deve essere garantito loro dalla scuola pubblica.

Il Comitato Articolo 26 segnala i casi di Torino e Brescia, entrambi emblematici del mancato rispetto
1) delle corrette procedure di informativa e coinvolgimento dei genitori,
2) della selezione dei contenuti nel rispetto delle norme nazionali e internazionali e
3) del pluralismo che deve essere garantito dalla scuola statale.

  • A Torino il controverso Protocollo d’Intesa per la diffusione della cultura dell’uguaglianza, contrasto ad ogni forma di discriminazione e per la promozione delle pari opportunità prevede l’attivazione di progetti nelle scuole su temi molto delicati e controversi con il coinvolgimento di associazioni come il Coordinamento Contro la Violenza alle Donne (CCVD) e il Coordinamento Torino Pride di orientamento LGBT. Grandi assenti nel documento, in quanto non interpellati sia a livello di progettazione che di consultazione: i genitori.
  • A Brescia, nella scuola di Mocasina, nell’ambito di una iniziativa di educazione interculturale, si è svolto, senza sottoporre ai genitori una previa informativa puntuale, un ciclo di lezioni durante il quale alla lettura di fiabe e alla presentazione di usi e costumi di paesi diversi, è stata abbinata, senza il consenso dei genitori, la distribuzione ai bambini di cibi e oggetti non identificati e la divulgazione di pratiche e riti spiritistici, non rispettosi delle scelte educative, culturali e filosofiche delle famiglie. Le lezioni sono state condotte da un’esperta esterna.

Per entrambi i casi sono state ignorate le richieste di chiarimento e accertamento dei fatti presentate al MIUR e agli uffici scolastici competenti dal Comitato Articolo 26.

Auspichiamo che Il nuovo Ministro dell’Istruzione faccia chiarezza sull’operato delle Istituzioni torinesi e bresciane e accolga la richiesta sempre più pressante di milioni di famiglie italiane di vedere rispettati i loro diritti in ambito educativo.

La scuola ha il dovere di chiedere il consenso informato dei genitori su temi che non rientrano nel curriculum obbligatorio e non può sostituirsi ai genitori.

Cogliamo l’occasione della lettera inviata al Ministro Bussetti da Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera, con suggerimenti puntuali in ordine ad interventi urgenti da attuare. Tra l’altro suggerisce di togliere ogni interferenza dei genitori nella vita scolastica, come avviene negli ospedali. Osserviamo che i genitori, incompetenti in medicina, non interferiscono nella vita dei medici, ma  in cambio possono scegliere l’ospedale a cui affidarsi. Nella scuola italiana, invece, i genitori, che sono i titolari dell’educazione dei figli, non possono scegliere la scuola e non dovrebbero nemmeno interferire nella vita scolastica dei figli. Ci pare una proposta davvero sorprendente per un intellettuale di quella levatura. Proponiamo, al contrario, non solo di coinvolgere i genitori nella scuola  – seppur nel rispetto degli specifici ruoli, a vantaggio di tutta l’istituzione scolastica – ma di portare la scuola italiana ai livelli dei Paesi più avanzati al mondo, dove i genitori, anche i meno abbienti, scelgono la scuola senza condizionamenti economici, vedendo così realmente riconosciuto dallo stato il Diritto-Dovere all’istruzione dei figli, quello che in Italia prevede la Costituzione stessa.

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