A Rieti un progetto formativo per ragazzi, genitori e docenti in collaborazione con Articolo 26

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Si sono svolti con grande successo di consenso e di pubblico gli interventi di Articolo 26 in collaborazione con il Comune di Rieti, all’interno del progetto formativo ideato dal consigliere comunale con delega alla scuola Letizia Rosati e dall’assessore ai servizi sociali Giovanna Palomba, che ringraziamo insieme al Garante per i Diritti dell’ Infanzia Luigi Conti e al Sindaco Antonio Cicchetti.

Il progetto, tuttora in corso, ha previsto numerosi incontri con varie associazioni ed è incentrato su tematiche connesse alle sfide contemporanee che i mondi delle scuola, della famiglia e delle realtà educative in genere sono chiamati ad affrontare in maniera congiunta e sinergica. Siamo infatti certi che ridare capacità educativa alla famiglia dia forza a tutto il contesto educativo, dalla scuola alla società intera.

Dopo gli incontri in collaborazione con la dott.ssa Miriam Incurvati di Progetto #Pioneer sull’importante tema dell’educazione affettiva, Chiara Iannarelli, vice-presidente di Articolo 26, ha incontrato i genitori e i docenti di Rieti sul tema della collaborazione Scuola-Famiglia, mentre stamattina il presidente di Articolo 26 Carlo Stacchiola ha incontrato 200 studenti della città proponendo il nostro format “Tutti pazzi per i social”: una proposta brillante e diretta che aiuta i ragazzi a riflettere con la loro testa sul tema dei social, del cyberbullismo e delle relazioni nella rete.

Oltre al nostro lavoro educativo e culturale (in cantiere abbiamo nuove iniziative in tutta Italia!), continua di pari passo anche il nostro impegno di promozione del ruolo sociale e politico dei genitori, e di rappresentanza dei loro diritti presso le Istituzioni locali e nazionali.
I cittadini più importanti e numerosi del paese – i genitori appunto! – meritano che la loro voce sia ascoltata ed il loro ruolo valorizzato.

Affinchè questo si realizzi anche in Italia, aderisci anche tu come socio sostenitore ad Articolo 26 (link).
Perché i diritti vivono se camminano sulle gambe di uomini e donne come noi e come te.

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